Costruito con i soldi del pepe: una quota fissa su tutto quello che arrivava dalle Indie pagò per quarant'anni il cantiere aperto nel 1502 sulla spiaggia da cui era salpato Vasco da Gama. Ne è uscito il manuelino nella sua forma più pura, patrimonio UNESCO dal 1983 insieme alla vicina Torre di Belém.
Prima c'era una cappella per i naviganti. Poi tornò la flotta dall'India, e la cappella non bastò più.
Sulla riva di Belém sorgeva una piccola cappella dove gli equipaggi passavano la notte in preghiera prima di prendere il mare. Fu lì che si fermò la flotta di Vasco da Gama alla vigilia del viaggio che avrebbe aperto la rotta delle Indie. Quando quella rotta cominciò a rendere, Manuele I decise di sostituire la cappella con qualcosa che raccontasse l'impresa: i lavori partirono nel 1502 e andarono avanti fino a circa il 1544.
Il cantiere fu finanziato con una quota sui traffici d'oltremare — il pepe, le spezie, l'oro che sbarcavano poco più a valle. È il motivo per cui un monastero riesce ad avere la scala di una cattedrale reale: non lo pagò la comunità religiosa, lo pagò il commercio. Alla costruzione lavorarono in sequenza Diogo Boitaca, Juan de Castillo e Diogo de Torralva, e il passaggio da un architetto all'altro si legge nella pietra, dal gotico tardo alle forme rinascimentali del chiostro alto.
Due piani, quattro lati, e nessuna arcata decorata come quella accanto.
Il chiostro è quadrato e si sviluppa su due livelli: al piano terra le arcate sono più larghe e profonde, al piano superiore più basse e fitte. La pietra calcarea di Lisbona, tenera appena estratta e più dura col tempo, ha permesso agli scalpellini di lavorarla come un merletto — corde annodate, sfere armillari, croci dell'Ordine di Cristo, alghe, foglie, animali marini. È il repertorio del manuelino, uno stile che esiste solo in Portogallo e che racconta il mare invece dei santi.
Vale la pena percorrerlo due volte, una per piano: dal livello inferiore si guarda la decorazione da vicino, da quello superiore si vede come cambia la luce sui quattro lati nel corso della giornata. È anche il punto dove la visita rallenta di più, ed è il motivo per cui un giro che sulla carta dura un'ora finisce spesso per durarne due.
| Ambiente | Che cos'è | Che cosa guardare |
|---|---|---|
| Chiesa di Santa Maria de Belém | La chiesa del monastero | Le colonne scolpite e le volte della navata |
| Chiostro | Due piani attorno al cortile | Ogni arcata con un motivo diverso |
| Refettorio | La sala dei pasti dei monaci | Gli azulejos alle pareti |
| Coro alto | Balconata sopra l'ingresso | La vista d'insieme sulla navata |
| Ala del 1850 | Aggiunta ottocentesca | Ospita due musei nazionali, biglietti a parte |
Ed è la parte che quasi nessuno sa prima di arrivare a Belém.
Per entrare nella chiesa di Santa Maria de Belém non serve biglietto: si entra dal portale laterale, si attraversa la navata e si esce. Il biglietto serve per il chiostro e il refettorio.
I due monumenti funebri stanno ai lati dell'ingresso della navata: il navigatore che aprì la rotta delle Indie e il poeta che la mise in versi nei Lusiadi.
Sei pilastri ottagonali coperti di intagli reggono una volta unica su tutta la larghezza: quando fu costruita era una delle più ampie d'Europa, e ha retto al terremoto del 1755.
Chi ha poco tempo può quindi vedere la chiesa senza spendere nulla e senza fare la coda del biglietto — ma si perde il chiostro, cioè la ragione per cui il monastero è patrimonio UNESCO. Prezzi, che cosa è incluso e come si prenota sono nella pagina dei biglietti; orari, percorso e consigli sul posto nella guida alla visita.
Chiuso il lunedì, e il martedì è il giorno più affollato della settimana.
| Punto | Dettaglio | Da sapere |
|---|---|---|
| Dove | Praça do Império, Belém, Lisbona | A due passi dalla Torre di Belém |
| Orari (ottobre – maggio) | Da martedì a domenica 9:30–17:30 | Ultimo ingresso alle 17:00 |
| Orari (giugno – settembre) | Da martedì a domenica 9:30–18:30 | Ultimo ingresso alle 18:00 |
| Chiusure | Ogni lunedì | 1 gennaio, Pasqua, 1 maggio, 25 dicembre |
| Biglietto | 18 € standard, 9 € ridotto | Domenica 9:30–14:00 gratis per tutti |
| Durata | Da 1 ora e mezza a 2 ore | Il chiostro si prende metà del tempo |
Belém si visita bene in mezza giornata: monastero, Torre di Belém, Padrão dos Descobrimentos e la pasticceria dei pasteis stanno nel raggio di un chilometro. Conviene mettere il monastero per primo, appena apre, e lasciare il resto al pomeriggio, quando le code qui si allungano.
La chiesa di Santa Maria de Belém si visita gratis. Il biglietto serve solo per il chiostro su due piani e il refettorio, cioè la parte più spettacolare del monastero.
Il biglietto standard costa 18 €, il ridotto 9 € (13-25 anni, over 65, famiglie numerose). Entrano gratis i minori di 12 anni, chi ha la Lisboa Card e le persone con disabilità con un accompagnatore; la domenica dalle 9:30 alle 14:00 si entra gratis, ma è il momento più affollato.
Ogni lunedì, e inoltre il 1 gennaio, la domenica di Pasqua, il 1 maggio e il 25 dicembre.
Da un'ora e mezza a due ore. Il grosso del tempo se ne va nel chiostro, dove ogni arcata ha una decorazione diversa.
Nella chiesa si trovano i monumenti funebri di Vasco da Gama e del poeta Luís de Camões, collocati ai lati dell'ingresso della navata.
Dall'ordine di San Girolamo, i monaci geronimiti a cui il monastero fu affidato. In italiano si trova scritto anche Monastero dei Geronimiti.